Reggia Reale Storia & Fotografia


Storia della Reggia di Caserta
Commissionata nel 1751 da Carlo di Borbone all’architetto Luigi Vanvitelli, la Reggia di Caserta doveva rappresentare, sull’esempio della Versailles di Luigi XIV, l’autorevolezza del potere reale, ma fu anche l’occasione per disegnare una scenografia spettacolare di giardini e corsi d’acqua e per progettare una sorta di città ideale, organizzata secondo i più avanzati criteri del tempo.

La sua costruzione cominciò nel 1752 e terminò, fra alterne vicende, molto tempo dopo la morte del re e del suo architetto. La direzione dei lavori passò dapprima a Carlo Vanvitelli, figlio di Luigi, che apportò qualche variante al progetto paterno. Quindi la realizzazione proseguì in modo assai discontinuo, sotto la guida di altri architetti, fino al 1847, anno del completamento della Sala del trono.

Il rallentamento iniziale dei lavori è dovuto non tanto alla morte di Luigi Vanvitelli, quanto al calo d’interesse e alla mancanza di fondi che fecero seguito alla partenza di Carlo di Borbone, il quale – nel 1758 – successe a Ferdinando VI sul trono di Spagna e si trasferì a Madrid, dove regnò con il nome di Carlo III.

Sotto Ferdinando IV (poi Ferdinando I, dopo l’unificazione di Napoli e Sicilia nel Regno delle Due Sicilie), che successe a re Carlo, la corte abitava la reggia solo in primavera e d’estate, nel tempo delle feste, dei ricevimenti e delle battute di caccia. Ferdinando II, l’ultimo re, elesse Caserta sua dimora preferita.

I meticolosi documenti contabili di Corte attestano il costo della Reggia: una cifra enorme per l’epoca, ben 6.133.507 ducati. Per costruirla fu impegnato un numero imprecisato – ma certamente altissimo – di maestranze, tra le quali schiavi e galeotti musulmani.

Attenta fu la scelta dei materiali: il tufo proveniva da San Nicola La Strada, il travertino da Bellona (la famosa “pietra di Bellona”), la calce da San Leucio, la pozzolana da Bacoli, il laterizio da Capua, il ferro da Follonica, il marmo grigio da Mondragone e quello bianco da Carrara.

La Reggia appartenne ai beni della corona fino al 1921: dapprima ai Borbone (tranne durante la parentesi napoleonica), poi ai Savoia. Quindi passò allo Stato.

Dal 1926 fino al 1943, ospitò l’Accademia dell’Aeronautica Militare Italiana. Il 14 dicembre del 1943, dopo lo sbarco degli Alleati a Salerno, fu occupata dalle armate alleate. Il 27 aprile del 1945 accolse i plenipotenziari che vi firmarono la resa delle armi germaniche in Italia. I bombardamenti della seconda guerra mondiale danneggiarono seriamente il palazzo, che venne, quindi, restaurato.

La Reggia ospita, dal 1993, il Museo dell’Opera e del Territorio, raccolta di testimonianze e documenti storico/artistici della Provincia di Caserta.

Attualmente hanno sede nella Reggia la Soprintendenza ai Beni ambientali, artistici, architettonici e storici di Caserta (cui la reggia è affidata in consegna), l’Ente provinciale per il turismo di Caserta, la Società di storia patria, la Scuola superiore della Pubblica amministrazione e la Scuola sottufficiali dell’Aeronautica militare.

Cenni bibliografici
Guida Ufficiale della Reggia di Caserta, Milano s.d.
Guida Ufficiale per i bambini, Milano s.d.
A.G. de Castillo, Alla corte dei misteri. Guida alla Reggia di Caserta, Napoli 2001.
E. Coen, Terrae motus. Collezione Amelio, Reggia di Caserta, Milano 2001.

Bibliografia Web
www.ambientece.arti.beniculturali.it/guida_reggia/guida/index.htm

www.casertaweb.com/casertaweb/reggia.html

http://www.arethusa.net

Reggia Reale Storia & Fotografiaultima modifica: 2008-11-05T15:20:12+00:00da vinciguerra1
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